Salva la Moka con un PIC

Una piccola distrazione e la Moka è da buttare. Così si è ridotta la mia amata caffettiera dopo averla dimenticata qualche minuto di troppo sul fornello :-(

A seguito di questa tragedia, ho deciso di realizzare un piccolo contatempo, semplice da usare e senza troppi fronzoli.

Detto fatto! In realtà ci ho messo un paio di giorni :-)

Dai cassettini del laboratorio, ho recuperato un PIC16F616, un buzzer, un paio di porta pile, un pulsante e una scatolina di quelle che ti forniscono per la campionatura dei microcontrollori.

In un primo momento avevo scelto un PIC12F675, poi sono passato al 16F616 che ha il doppio di memoria. Questo perché ho pensato di riprodurre delle melodie al posto del classico bip-bip…

Come si può vedere dallo schema elettrico, i componenti sono ridotti al minimo indispensabile: Schema elettrico

Nel caso qualcuno volesse cimentarsi nella realizzazione del circuito, faccio notare che nello schema è indicato un diodo LED che si illumina alla pressione del tasto; io non l’ho montato, ma nel caso, bisogna inserire in serie una resistenza di limitazione della corrente.

OK, ora un po’ di caratteristiche e la spiegazione del funzionamento.

Caratteristiche:

  • Il PICè alimentato direttamente a 3V, non è presente un interruttore sull’alimentazione in quanto resta sempre in Sleep mode assorbendo pochi nano Ampere. Il PIC si sveglia solo alla pressione del pulsante grazie alla funzione di wake-up  sulla porta A (interrupt on change).
  • Il pulsante è collegato direttamente alla porta del PIC che internamente è dotata di pull-up. Quindi non c’è bisogno di inserire una resistenza esterna.
  • Anche il buzzer è collegato direttamente in quanto funziona tranquillamente a 3V. **ATTENZIONE** il buzzer deve essere del tipo senza oscillatore interno, questo perché le frequenze per le note musicali vengono generate direttamente dal PIC.
  • Il firmware è scritto in MikroC e occupa meno di 2 KB, quindi si può tranquillamente compilare con la versione free, scaricabile a questo indirizzo: MikroC Pro for PIC

Funzionamento:

Il conteggio viene attivato nel momento in cui si preme il pulsante. Premendolo più volte, è possibile selezionare quattro diversi tempi di intervento che saranno segnalati da altrettanti BIP. I tempi sono fissi, per poterli modificare bisogna cambiare i valori all’interno del firmware. Alla quinta pressione del pulsante, viene generato un tono più acuto che indica lo spegnimento del circuito.

Terminato il count-down viene eseguita la melodia associata al programma selezionato e il circuito si spegne.

Questo è il codice sorgente: moka.c

Infine, un paio di foto dell’oggetto finito.

Ora vado a farmi un buon caffè :-D  

Elettronica…

…il mio interesse principale, il mio grande Hobby, quello con la ‘H’ maiuscola, quello che non ho mai abbandonato.
Alle medie, i professori mi affidavano i loro registratori a cassette per la manutenzione o per le riparazioni, che prontamente eseguivo con i pochi mezzi a disposizione; una volta ho utilizzato anche del pongo ed un paio di spille da balia. Vorrei anche raccontarvi delle cuffie realizzate con altoparlanti recuperati da due radioline a transistor, un archetto per i capelli di mia mamma e due contenitori dei formaggini Mio, ma mi dilungherei troppo :-)
Con le scuole superiori arrivarono anche i libri e migliori attrezzature. All’epoca, la mia attività principale era quella della riparazione di radio e televisori (di videoregistratori ancora non se vedevano molti). Vivendo in un condominio di 130 famiglie, i clienti erano assicurati e nel giro di poco la piccola attività si allargò a tutto il quartiere e oltre. Insomma, un buon servizio a prezzi più che modici. Un riparatore TV della zona tentò anche di assumermi pur di levarmi dalla piazza :-D
Poi arrivarono i primi home computer (per me il primo fu il Sinclair ZX81), gli apparti ricetrasmittenti radioamatoriali e l’ HI-FI; tutte cose che in qualche modo potevano interagire tra di loro dando la possibilità di realizzare una gran quantità di progetti.
Inutile dire quale sia stata la mia carriera lavorativa dopo gli studi. Purtroppo però non sono tutte rose e fiori; dopo pochi anni di esperienza come dipendente, decisi di mettermi in proprio. Troppo breve il periodo di serenità lavorativa, troppi gli alti e bassi dovuti alle crisi economiche, ai clienti non paganti, al fisco italiano che ti considera un evasore a priori, alle banche che sono i nuovi usurai dei nostri tempi. Insomma, in tutti questi anni avrei potuto vendere anche frutta e verdura, l’entusiasmo nel lavoro sarebbe stato lo stesso, cioè zero.
Un po’ lento di comprendonio, ci ho messo forse troppo tempo a capire che questo non è periodo per i piccoli artigiani. Troppi sacrifici e pochi risultati.
Ora mi accingo a entrare nell’organico di un’ azienda strutturata, dove la parola ‘lavoro’ dovrebbe tornare ad avere un significato più vicino a ‘professione’ e meno a ‘sopravvivenza’.

State ancora leggendo? Che coraggio :-D
La novità è che sta rispuntando in me la passione per l’elettronica,  in questo periodo ho rispolverato il laboratorio casalingo ricominciando a farci notte senza accorgermi del passare del tempo. Insomma, è tornato l’entusiasmo. Questo intendo per ‘passione’ ;-)

Visto che possiedo anche questo spazio su internet, direi più che sottoutilizzato, ho deciso di pubblicarci qualcosa inerente il mio Hobby, aprendovi una pagina dedicata. In linea con la filosofia del blog, su queste pagine passeranno principalmente progetti ed esperienze personali oltre a qualche link e commento sul mondo dell’elettronica in generale. Se poi qualcuno vuole approfittare di questo spazio per presentare un suo progetto, è il benvenuto.

OK, si comincia :-)

Arduino…

Da qualche tempo sto utilizzando Arduino per la realizzazione di applicazioni e apparecchiature elettroniche sia a livello hobbistico  che professionale. Chi non conosce questa piattaforma di sviluppo, una prima infarinatura se la può fare qui, mentre il sito di riferimento è questo.

Qui sotto invece, vi posto un breve video della prima accensione di una scheda Arduino UNO avvenuta sotto la severa supervisione di Cigolino :-D

Troppo rumorosi, ma non tutto è perduto…

Immerso nei suoni della natura, immobile ed in silenzio, osservo l’airone che
con movimenti secchi e precisi si avvicina ad una preda, a pochi passi da me, un
coniglio selvatico è tutto preso a rosicchiare un rametto e ogni tanto mi da un’ occhiata.
Ascolto il canto delle capinere, vedo passare veloci il picchio verde e il tarabusino
intento nella costruzione del nido, sento vicino il richiamo aspro del porciglione
mentre due folaghe litigano tra di loro. Mi sento goffo, sono cosciente che posso
stare in mezzo a tutto questo solo perché sono nascosto dal capanno di
avvistamento. Un mio errato movimento metterebbe tutti in allarme… All’improvviso,
l’airone vola via e pochi secondi dopo piombano nel capanno quattro ragazzini che
sembra stiano festeggiando il capodanno. La ragazza appena mi vede caccia un
urlo acuto, consapevole che le sue considerazioni ad alta voce su quanto ‘è brava di
bocca’ sono state ascoltate da uno che… Insomma che cavolo ci fa uno in mezzo al
nulla dentro un capanno di legno? Contemporaneamente mi sento urtare il binocolo
che tengo ancora fuori dalla feritoia di osservazione. Il ragazzo che ci ha picchiato
la testa, da fuori mi chiede scusa. Io irritato gli dico che questo coso è stato
costruito per starci dentro e non davanti. Lui fa il giro ed entra, ha un’aria
imbarazzata e in mano tiene un piccolo binocolo di quelli che ti vendono i bulgari
per dieci euro. Gli altri ragazzi, vista la mia reazione, assumono un atteggiamento
ostile ed escono fuori brontolando. Il ragazzo col binocolo, da un’occhiata fuori e mi
chiede speranzoso: ‘c’è niente?’ Per qualche secondo, scarto tra le risposte che mi
vengono in mente, quelle che includono la soppressione fisica. Poi gli dico: ‘la in
fondo c’è un airone cenerino’. Lui punta il binocolo, osserva, dopo un po’ si gira e
mi dice: ‘è troppo lontano’. Gli passo il mio binocolo: ‘guarda con questo’. Mentre
osserva vedo un bel sorriso spuntargli sulla faccia mentre da fuori i suoi amici lo
chiamano ‘allora hai finito?’ Lui mi restituisce il binocolo e mi ringrazia. Vanno via e
nei successivi dieci minuti nulla si sente e nulla si muove, poi, all’improvviso viene
giù la Poiana, si posa sulla pianta di fronte a me e io ne approfitto per scattargli
qualche foto, finché non arrivano le cornacchie a infastidirla. Ma questa è un’altra
storia…

Migrazione

Ne arrivano un paio, poi subito diventano dieci, poi una cinquantina. Probabilmente Tordi. Stazionano per pochi minuti, il tempo di prendere la macchina fotografica e sono spariti :-(
Fortunatamente ne arriva uno stormo più piccolo. E’ bello vederli tutti in fila per un riposino :-D

migrazione.JPG
(continua…)